Celano, il borgo abruzzese all’ombra di un imponente castello

Celano, il borgo abruzzese all’ombra di un imponente castello

Se ne sta adagiato alle pendici del monte Tino, a 860 metri d’altitudine, l’affascinante borgo di Celano, uno dei più famosi della Marsica, anche grazie alla presenza dell’imponente Castello Piccolomini che lo domina dall’alto. Con il suo centro storico accogliente e ben tenuto, questo gioiello abruzzese in provincia dell’Aquila offre splendidi panorami della Piana del Fucino e del magnifico paesaggio che lo circonda, incluso in parte nel Parco Regionale Naturale Sirente-Velino (che ospita anche il borgo più freddo d’Italia). I motivi per visitarlo non mancano, perché qui c’è davvero tanto da scoprire.

Celano e il suo legame con Leonardo da Vinci

Celano ha origini davvero antiche. Nel corso dei secoli ha subito numerous dominazioni ed è appartenuto a famiglie come i Piccolomini e gli Sforza. Oltre che per l’iconico castello, questa splendida cittadina è famosa anche per essere il luogo di nascita di Tommaso da Celano, uno dei primi discepoli di San Francesco d’Assisi. Ma non solo.

Nel borgo, anticamente esisteva una ‘gualchiera’, ossia una sorta di “cartiera tessile” dove, oltre alla follatura della lana, veniva lavorato il cotone con cui si fabbricava la carta, e quella marsicana period tra le più importanti del Medioevo. Già nel ‘500 i maestri cartai di Celano erano molto rinomati in tutto il Regno di Napoli, insieme con quelli del Vetoio e delle cartiere dell’Aquila e di Sulmona.

Secondo gli studiosi, il Manoscritto Lauri di Leonardo da Vinci sarebbe stato eseguito nella seconda metà del XVII secolo tra Roma e l’Abruzzo, proprio nel territorio di Celano, come suggerirebbe la filigrana della carta su cui, in controluce, è possibile scorgere lo stemma e il nome della città marsicana.

Visita a Celano, tra attrazioni uniche

Ciò che affascina di più di Celano, è che sia riuscito a conservare l’impianto urbanistico tipico del Medioevo, con i suggestivi vicoli che si snodano tra case antiche, chiese e palazzi signorili e conducono sino al colle di San Flaviano, dove si trova il Castello Piccolomini, la sua principale attrazione.

Il maniero domina la sottostante Piana del Fucino e si presenta come una singolare fusione di forti elementi medievali e rinascimentali. Edificato nel 1392 dal Conte Pietro Berardi, molto probabilmente sui resti di una preesistente fortificazione di legno voluta da Federico II di Svevia, venne ultimato nel 1463 sotto Antonio Todeschini-Piccolomini, nipote di Papa Pio II. Concepito inizialmente come struttura difensiva, fu trasformato in seguito in nobile residenza.

Nel 1915, fu gravemente danneggiato dal terremoto che si abbatté sulla Marsica. Ben 25 anni dopo il sisma, a seguito dell’esproprio da parte dello Stato nel 1938, iniziarono i lavori di restauro (poi interrotti durante la Seconda Guerra Mondiale), che terminarono nel 1960, riconsegnando al maniero il suo originale splendore. Attualmente, il monumento è sede del Museo d’Arte Sacra della Marsica e della Collezione Torlonia di Antichità del Fucino.

Una volta a Celano, meritano una visita anche le splendide chiese della cittadina abruzzese, nonché il Museo Preistorico, ubicato in prossimità degli scavi del villaggio palafitticolo dell’età del Bronzo finale (XII secolo a. C.) e della coeva necropoli.

Le spettacolari Gole di Celano

Fuori dal centro cittadino si sviluppano numerosi sentieri che portano alla scoperta del ricco patrimonio naturalistico del territorio. Da non perdere, le spettacolari Gole di Celano, thoughtful uno dei canyon più belli d’Italia. Incastonate nell’Appennino centrale, tra i comuni di Celano, Aielli e Ovindoli, sono il luogo ideale per fare passeggiate, trekking ed escursioni memorabili.

Il percorso, introdotto da un piazzale sterrato circondato dal verde, conduce al tratto del canyon conosciuto come la “Fonte degli Innamorati”, dove l’acqua scende giù seguendo il profilo della roccia. Una delle tappe più suggestive sono i ruderi del Monastero celestiniano di San Marco alle Foci, tra i più antichi d’Abruzzo. La cosiddetta “Traversata delle gole” si conclude con l’arrivo presso la Valle D’Arano fino al margine meridionale dell’altipiano di Ovindoli. Una camminata in uno state of affairs splendido, che vi farà amare ancora di più questi luoghi unici.

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